popp folk tarantellaâ piano fortte mantolino tastierra comica
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popp folk tarantellaâ piano fortte mantolino tastierra comica
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ðķ âBenedetta (Nâ Chi Si Fa Cazzi Sua)â ðķ âBenedetta (Nâ Chi Si Fa Cazzi Sua)â (canzone folkâpopolare cilentana a strofette) Strofa 1 Benedetta scende giÃđ per Vibonati, col motorino azzurro che fa trrrâtrrr tra i vicoli stretti. Ha gli occhiali sottili, la borsa di tela, e saluta tutti, ma poiâĶ si fa i cazzi sua, comâÃĻ giusto che sia. Ritornello BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, tu cammini e la vita ti rispetta. Non ti impicci, non ti stressi, non ti perdi nelle chiacchiere di piazza. BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, chi si fa i cazzi suoiâĶ campa meglio e si disseta! Strofa 2 Il gatto del vicino la guarda passare, Toto il cane le fa un cenno col muso. Lei sorride, ma non si ferma a parlare: âMoâ tengo da fare, moâ tengo da andareâĶâ E la giornata fila liscia, come un bicchiere di vino fresco allâombra del pergolato. Ritornello BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, regina della calma perfetta. Tra chi urla, chi spettegola e chi sbraita, tu vai dritta come una freccia. BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, chi si fa i cazzi suoiâĶ vive meglio e non si inquieta! Strofa 3 La sera al porto di Villammare, tra luccichini, scintille e un brindisi buffo, Benedetta balla una taranta leggera, senza badare a chi guarda o chi commenta. PerchÃĐ la libertà ÃĻ una cosa seria, e lei la porta al collo come una collana di mare. Finale E allora viva Benedetta, che non rompe, non giudica, non spia. Viva chi vive la propria vita, senza ficcare il naso in quella degli altri. E viva pure noi, che ogni tantoâĶ ci proviamo a fare come lei. Strofa 1 Benedetta scende giÃđ per Vibonati, col motorino azzurro che fa trrrâtrrr tra i vicoli stretti. Ha gli occhiali sottili, la borsa di tela, e saluta tutti, ma poiâĶ si fa i cazzi sua, comâÃĻ giusto che sia. Ritornello BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, tu cammini e la vita ti rispetta. Non ti impicci, non ti stressi, non ti perdi nelle chiacchiere di piazza. BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, chi si fa i cazzi suoiâĶ campa meglio e si disseta! Strofa 2 Il gatto del vicino la guarda passare, Toto il cane le fa un cenno col muso. Lei sorride, ma non si ferma a parlare: âMoâ tengo da fare, moâ tengo da andareâĶâ E la giornata fila liscia, come un bicchiere di vino fresco allâombra del pergolato. Ritornello BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, regina della calma perfetta. Tra chi urla, chi spettegola e chi sbraita, tu vai dritta come una freccia. BenedÃĐÃĐÃĐtta, BenedÃĐÃĐÃĐtta, chi si fa i cazzi suoiâĶ vive meglio e non si inquieta! Strofa 3 La sera al porto di Villammare, tra luccichini, scintille e un brindisi buffo, Benedetta balla una taranta leggera, senza badare a chi guarda o chi commenta. PerchÃĐ la libertà ÃĻ una cosa seria, e lei la porta al collo come una collana di mare. Finale E allora viva Benedetta, che non rompe, non giudica, non spia. Viva chi vive la propria vita, senza ficcare il naso in quella degli altri. E viva pure noi, che ogni tantoâĶ ci proviamo a fare come lei.